Ancora una buona prestazione per i giovanissimi sperimentali

Prosegue l’ottimo campionato cosiddetto “sperimentale” per i nostri giovanissimi guidati da mister Francesco Scardazza. Lo scorso fine settimana si sono affermati nella battaglia di Collestrada su di un campo al limite della praticabilità e contro avversari agguerritissimi che hanno usato – senza successo – tutti i mezzi (più o meno regolamentari) pur di arginare la veemenza di Masciotti e compagni. E non era iniziata nel modo migliore. I santasabinesi si sono trovati in svantaggio dopo soli 10′ per un’incursione del n. 10 avversario (vera forza della natura trattandosi di un ragazzo nato nel dicembre 2001) che dal fondo ha rimesso al centro un comodo pallone per il compagno centravanti che ha dovuto solo comodamente insaccare l’1 a 0. Pronta la reazione dei rossoblù che hanno iniziato ad imbastire azioni miracolose (tenuto conto del campo impossibile). Il pareggio è arrivato al termine della prima frazione di gioco su di un tiro di Ricci Vitiani che si è trasformato in appetitoso assist per Panico il quale non ha fallito l’opportunità. Il secondo tempo è ricominciato all’attacco ed il vantaggio è giunto puntuale su di una punizione indiretta in area di rigore, trasformata da Peppucci. I padroni di casa, tuttavia non si sono arresi ed hanno raggiunto il pareggio nuovamente con la punta centrale che ha lasciato partire un bel tiro dal limite, agevolato da uno scivolone di un difensore rossoblù: imparabile per il nostro Masciotti. Momento difficile cosicché il “gigante buono”, Niccolò Ranocchia ha deciso di prendere in mano la situazione: prima, atterrato in area, si è procurato un rigore trasformato da Francesco Tiacci, poi ha messo il sigillo sulla partita siglando il quarto gol (sua prima marcatura stagionale) risolvendo una mischia in area di rigore. Tutti sotto la meritata doccia a togliersi il fango e la fatica accumulata in 70 minuti di lotta, ma è stato bello vedere nei loro volti sporchi la soddisfazione per essersi aggiudicati una partita difficile, sia sotto l’aspetto ambientale per le proibitive condizioni atmosferiche, che per aver avuto ragione delle cosiddette “cattiveria e ignoranza” di alcuni avversari che non volevano saperne di cedere le armi.